OCCHIO PIGRO

                           

                           

                          UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI ROMA

                                                             “LA SAPIENZA”

                                          ISTITUTO DI OFTALMOLOGIA

   Direttore: Prof. C. BALACCO GABRIELI

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L'OCCHIO PIGRO

L'occhio pigro o ambliope è un difetto visivo che inizia nell'infanzia, quando si completa lo sviluppo visivo, se l'immagine non viene percepita in maniera nitida dal bulbo oculare, si ha un ridotto sviluppo della funzione visiva, ciò comporta l'esclusione (definita soppressione) dell'occhio interessato. Il bam­bino, cioè, utilizzerà prevalentemente l'occhio che fornisce la prestazione vi­siva migliore, penalizzando quello controlaterale, che spesso non sarà più al­lineato in parallelo e presenterà una deviazione (talvolta minima), diventando strabico (vedi disegno A). Talvolta può succedere che ambedue gli occhi possano diventare pigri per cattiva visione.. L'ambliopia (letteralmente: oc­chio ottuso) è caratterizzata da una forte diminuzione dell'acutezza visiva senza però che sia presente alcun danno anatomico del bulbo, pertanto l'occhio è integro, ma escluso dalla sua funzione visiva. L'ambliopia è considerata una malattia sociale, ne è affetto il 4 % della popolazione.


  A volte quando vi è una deviazione del bulbo lievissima

 (microstrabismo) o saltuaria e transitoria, si può instaurare una

 ambliopia che può passare inos­servata poiché né il genitore né

 il bambino possono rendersi conto dell'insuf­ficiente sviluppo 

 della funzione visiva, perdendo così anni preziosi per la cura e

 la prevenzione del difetto funzionale.

 


La prevenzione dell'ambliopia è un traguardo importante.

Tutti i bambini vanno controllati sottoponendoli ad una visita

oculistica ed ortottica comple­ta. Non è necessario aspettare 

che il bambino sappia rispondere se vede me­glio con una lente

o con un'altra, anzi allora sarà già troppo tardi.

 


Spesso i profani affermano: "E' troppo piccolo non può 

rispondere,non può collaborare aspettiamo che vada a

scuola quando conoscei numeri e le lette­re" Affidiamoci 

ai consigli del pediatra, la prima figura sanitaria che 

conosce valuta e studia il benessere dei nostri bambini,

insieme al medico oculista.

L'oculista principalmente programmerà visite oftalmologiche

periodiche in tutta l'età evolutiva del bambino, dalla 

nascita sino ai 18 anni, inoltre sorve­glierà in modo scrupoloso

i soggetti a rischio: neonati pretermine, potenziali portatori

di anomalie congenite.

Per un corretto esame della vista è necessario l'utilizzo

di particolari colliri (detti cicloplegici), che vengono

instillati ripetutamente per poter eseguire una schiascopia

(esame della vista con pupille dilatate, in condizione di 

riposo accomodativo). Con la schiascopia l'oculista valuta

la presenza o meno di un difetto refrattivo, cioè se l'occhio 

necessiti di una lente correttiva per favorire lo sviluppo 

adeguato della flinzione visiva.

L'accomodazione è un gioco muscolare che varia la messa 

a fuoco sulla retina dell'immagine, come l'obiettivo di una

macchina fotografica ed è determinata da un piccolo

muscolo all'interno del bulbo (il muscolo ciliare) e dal

cristalli­no (vedi disegno C).

 E' importante conoscere lo stato di visione in condizione di

 rilasciamento muscolare accomodativo poichè contraendosi

 o rilasciandosi questo musco­lo influenza, in maniera 

 significativa, l'accomodazione (messa a fuoco). La terapia 

 dell'occhio pigro, richiede molta collaborazionè da parte 

 dei genito­ri con il medico oculista, coadiuvato dall'equipe

 ortottica; è efficace se i controlli vengono rispettati e si 

 ha la tenacia di sorvegliare che il bimbo rispetti la terapia, 

 occlusione (bendaggio) e l'uso delle lenti correttive. 

 Verrà eseguita una penalizzazione dell'occhio più valido,

 per stimolare il cer­vello ad impegnare esclusivamente

 la funzione visiva dell'occhio pigro. A volte è necessario

 l'impiego di lenti correttive che provvederanno al ripri­

 stino della messa a fuoco sulla retina delle immagini.

 Bisogna ricordare la possibilità di recidive, pertanto 

 è nessario eseguire controlli fino a 12 - 13 anni, epoca 

 in cui le recidive sembrano scongiurate. E' di estrema

 importanza che la prescrizione degli occhiali venga

 effettuata dopo una schiascopia in cicloplegia, cioè 

 in riposo accomodativo, per evi­tare di correggere solo

 in parte un difetto refrattivo, parzialmente maschera­to

 da uno spasmo accomodativo, in tal caso terremmo conto 

 solo della punta emergente dell'iceberg e non di tutto il 

 ghiacciaio sommerso.


 

La schiascopia può essere eseguita solo ed esclusivamente

dal medico oculi­sta. Quest'esame permette di quantizzare 

il difetto visivo, guadagnando tempo prezioso  per la

prevenzione dell'occhio pigro.

L'occhio pigro va ricono­sciuto e trattato con successo in età

pediatrica, il recupero della funzione visi­va è meno efficace

(solo parziale, talora inesistente) in età adulta. Un occhio 

diviene pigro e/o ambliope perché a livello della corteccia 

cerebrale, attraver­so un complesso processo neurologico 

definito SOPPRESSIONE CORTICALE (vedi disegno D) viene 

esclusa l'immagine scadente, per cui quel bulbo non viene 

più utilizzato per la visione, nonostante sia anatomicamente 

integro e la sua funzionalità gradualmente "impigrisce". 

E' importante dunque che alla corteccia cerebrale giungano 

immagini nitide.

Questo processo neurologico presenta delle analogie con il 

processo patologi­co di derivazione sensoriale che secondo 

la teoria di BALACCO GABRIELI sarebbe alla base della 

progressione della miopia degenerativa. Anche qui una 

difettosa informazione visiva" centrale (corteccia visiva 

occipitale aree cerebrali 17-I8 di Broadman) scatena il 

peggioramento della visione (innescando complessi fenomeni

neuroendocrini).

Per curare l'ambliopia è necessario riconoscerne i segni, 

cioè la presenza di deficit visivi, e quindi favorire la 

formazione di immagini nitide a livello corticale, è 

importante prevenirla per non giungere in età adulta 

con una ridot­ta acuità visiva, difficilmente recuperabile. 

Sono indispensabili a tal fine: informazione, fiducia e 

collaborazione tra genitori e medico oculista.

Questo sito informativo è stato idealizzato da:

Prof. Corrado Balocco Gabrieli

Prof.ssa Sandra Cinzia Carlesimo

Dott.ssa Elena Pacella

Dott. Paolo Morgia

Dott. Pasquale Bindo 

 

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Aggiornato il: 01-10-06.

01/10/2006 17.30 Clicca qui e scopri i vantaggi di SMS Affari